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Arpino (Fr)
da Sabato 29 Aprile 2017 a Sabato 29 Aprile 2017

dalle 17:00 alle 17:00

Arpino (Fr)
Sabato 29 Aprile 2017

dalle 17:00 alle 17:00

I lanifici nell’alta Terra di Lavoro

Lanifici Arpino 1

I lanifici nell’alta Terra di Lavoro:
Arpino, storia di una città industriale

Convegno e visite guidate al Museo della Lana presso l'ex Chiesa di San Domenico ad Arpino.
L’industria della lana nella Valle del Liri fa riferimento alla città di Arpino, culla dell’arte della lana già a partire dall’età di romano repubblicana e imperiale. Nel quartiere di Civita Falconare (Centro Storico di Arpino) sorgeva, infatti, il tempio dedicato a Mercurio Lanario, protettore dei lavoratori della lana (alcuni resti del tempio sono attualmente visibili nella chiesa di Santa Maria di Civita). Nel periodo medioevale non ci sono fonti che attestano la continuità dell’industria laniera fino all’età angioino/aragonese (seconda metà del ‘400) in cui la città è stata nuovamente coinvolta nella produzione della lana. Successivamente, quando Arpino fu inglobata nel ducato di Sora (1583/1796), la famiglia Boncompagni trasformò la città in un centro unico di produzione della lana grazie anche alla “protezione” costante della famiglia dei Borboni nel Regno di Napoli. A partire dal Settecento, con l'arrivo ad Arpino del tecnico francese Baduel, invitato dall'imprenditore laniero Filippo Quadrini, l’attività di produzione della lana assunse carattere industriale, includendo la città tra i principali centri di produzione di tessuti in lana a livello italiano ed europeo. Con l'importazione di tecnologie e conoscenze dai Paesi europei leader nella produzione laniera in breve tempo sorsero numerosi lanifici, raggiungendo ottimi standard di produzione, tanto che, nel 1744 Carlo III di Borbone conferì ad alcune di esse il titolo di "regio lanificio".

Lanifici Arpino 2

Questi rapporti furono decisivi per la trasformazione sociale ed economica del paese che conterà ben 32 lanifici e un boom demografico nella prima metà dell’800. Il successo di Arpino, nell’imprenditoria laniera, è stato possibile grazie anche alla sua collocazione posta ai piedi dell’Appennino e all’interno del percorso tradizionale della transumanza, dall’Abruzzo alla Puglia (lane abruzzesi e quelle pregiate pugliesi), e dalla richiesta, proveniente da tutta la Campania, di panni lana. L'unificazione d’Italia e il mutamento della politica economica del nuovo Stato unitario segnarono il tramonto dell'industria arpinate. I primi del Novecento videro la chiusura di molti lanifici, gli ultimi dei quali cessarono la produzione nel Secondo Dopoguerra. Non si hanno più tracce di lanifici ad Arpino se non di una piccola filanda, in via del Granduca, rimasta in vita durante il secondo conflitto mondiale fino a quando i tedeschi non l’hanno bombardata. La presenza dell’industria della lana ad Arpino oggi è ben visibile nel Museo della Lana presso il quale si organizzano visite guidate. Il Museo dell'Arte della Lana conserva ed espone le attrezzature d'epoca provenienti dall'antico lanificio Diodati e ricostruisce in un percorso storicamente documentato le fasi della produzione. I macchinari esposti sono: uno sfioccatore, tre cardatrici, una ritorcitrice, un orditoio, quattro telai. Insieme ad essi, sono conservate le polveri originali per la tintura dei tessuti: un'arte, questa, molto importante per Arpino dove, durante gli anni d'oro dell'industria laniera, venne addirittura istituita una scuola per l'insegnamento delle tecniche di tintura. Le scuole sono costantemente sensibilizzate verso la conoscenza e la valorizzazione di questo patrimonio con mostre, concorsi, convegni a tema ed escursioni che conciliano da un lato l’aspetto sportivo, dall’altro la conoscenza dei luoghi di rilevante interesse culturale-artistico-storico-architettonico.

Informazioni utili

Pro Loco Arpino
Arpino Turismo


Facebook Pro Loco Arpino
Piazza Municipio, 46
03033 Arpino (FR)
+39 0776 848535

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